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Piero Bianucci

 

 

 

 

Piero Bianucci
Pianetino 4821 Bianucci
Piero Bianucci - Pienetino 4821

In Cielo e in Terra...

 

Questo è il pianetino 4821 (Bianucci), scoperto da Walter Ferreri il 5 marzo 1986 all’Osservatorio Australe Europeo (ESO), immeritatamente dedicatomi dalla International Astronomical Union (IAU) su proposta dello stesso scopritore. Nel 1986 Walter Ferreri, insieme con Giovanni De Sanctis,  condusse a La Silla una campagna di ricerca di pianetini per mezzo di un rifrattore fotografico da 60 cm. Complessivamente, ne scoprì una quarantina. Due di questi li ha dedicati rispettivamente a Tullio Regge e a Mario Girolamo Fracastoro, che fu a lungo direttore dell'Osservatorio di Torino (dove Walter, fondatore della rivista "Nuovo Orione", da decenni lavora).

 

L’immagine qui riprodotta è però di Andrea Mantero dell’Osservatorio di Bernezzo (Cuneo), che ho incontrato di recente quando con Margherita Hack e Bruno Quaranta abbiamo ricordato l’opera del grande cuneese Rinaldo De Benedetti (Didimo). Lo strumento usato è un riflettore da 25 cm, 80 secondi di posa su Ccd alle 00:54 del 13 settembre 2012.

 

Andrea Mantero ha contribuito al volume che l’Unione Astrofili Italiani ha pubblicato e consegnato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per celebrare il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia. E’ sua la tavola più direttamente legata all'Unità del Paese: affianca le fotografie dei quattro "asteroidi italiani": Ausonia, Esperia, Italia e Garibaldi, tutte riprese nel 2011 all'Osservatorio di Bernezzo. Per Ausonia ed Esperia il 2011 era anche il centocinquantenario della scoperta: il primo lo trovò Annibale De Gasparis all'Osservatorio di Capodimonte il 10 febbraio 1861, il secondo fu scoperto dal saviglianese Giovanni Schiaparelli all'Osservatorio di Brera (Milano) il 26 aprile dello stesso anno. Agli asteroidi "italiani" per i nomi che portano bisognerebbe aggiungerne centinaia che astronomi e astrofili italiani hanno scoperto, a cominciare dal primo, Cerere, avvistato dal valtellinese Giuseppe Piazzi la notte di Capodanno del 1801 e ora riclassificato nella nuova categoria dei “pianeti nani”.

 

La motivazione della dedica del “mio” pianetino, tratta dal “Dictionary of Minor Planet Names”, dice:

“Named in honor of Piero Bianucci, scientific journalist and member of the editorial staff of La Stampa of Turin, one of the most important newspaper in Italy. One of the best known popular writers on astronomy in Italy, Bianucci has written more than ten popular astronomical books and thousands of scientific articles. He has inspired a growing interest in astronomy in Italy, especially among young people.” (M19340)


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