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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
28.11.2019

Il Nobel Mourou a GiovedìScienza

 

Torino, Teatro Colosseo, ore 17,45
per GiovedìScienza

IL LASER A LUCE ESTREMA
Il meglio deve ancora arrivare
Gérard Albert Mourou, Premio Nobel per la fisica del 2018 (con Donna Strickland e Arthur Ashkin), pioniere francese nel campo dell’ingegneria elettronica e dei laser.
In collaborazione con l’Ambasciata di Francia

 
Il laser a luce estrema è una sorgente di luce universale che produce una vasta gamma di radiazioni e particelle ad alta energia e permette di ottenere campi elettromagnetici, pressioni, temperature e accelerazioni altissime. Offre la possibilità di rispondere ad alcune domande della fisica fondamentale, come la genesi dei raggi cosmici con energie superiori a 10 alla 20 eV o la perdita di informazioni nei buchi neri. Utilizzando l’accelerazione al plasma, alcuni di questi fenomeni fondamentali potrebbero essere studiati in laboratorio. Inoltre, la luce estrema rende possibile lo studio della struttura del vuoto e della produzione di particelle. Superando i limiti di intensità raggiungibili con le tecniche di oggi, si aprirebbe la strada per la generazione di impulsi di luce coerenti estremamente brevi (10 alla meno 18-10 alla meno 21 secondi) e ad alta energia, di fatto nella gamma dei raggi X, raggiungendo potenze dell’ordine del zettawatt (10 alla 21 watt, cioè mille miliardi di miliardi di watt).
Gérard Mourou  ha condiviso il Premio Nobel 2018 per la fisica con la canadese Donna Strickland per aver co-inventato una tecnica di amplificazione dei laser chiamata Chirped Pulse Amplification che ha rivoluzionato la fisica dei laser a partire dal 1988, permettendo di aumentare di vari ordini di grandezza la potenza degli impulsi laser ultracorti. Questo risultato ha avuto ripercussioni importanti in vari settori applicativi, in particolare nel campo della chirurgia dell’occhio. Ma, come dice Gérard Mourou, il meglio deve ancora arrivare perché questa tecnologia promette di risolvere il problema delle scorie radioattive: bombardandole con laser ultrapotenti, si potrebbe modificare la loro composizione nucleare e renderle inattive in pochi minuti rispetto alle attuali migliaia di anni. Oggi Mourou è professore all’École Polytechnique, è stato direttore del Laboratoire d’Optique appliquée presso l’ENSTA (Ecole Nationale Supérieure de Techniques Avancées) a Parigi e direttore fondatore del Center for Ultrafast Optical Science (CUOS) presso l’Università del Michigan.

 
 

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