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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
22.03.2019

La matematica del gratta e vinci

 

Alba, Fondazione Ferrero, ore 21

con LORELLA CARIMALI
 
Lorella Carimali è tra i dieci migliori insegnanti italiani e tra i 50 migliori al mondo, i finalisti del Global Teacher Prize 2018 – il premio della Varkey Foundation dotato di un milione di dollari, considerato il Nobel della Scuola.
Insegna al Liceo Vittorio Veneto di Milano ed è anche scrittrice. L’ultima sua sfida è un romanzo, “La radice quadrata della vita”, edito da Rizzoli, che mostra l’anima esistenziale della matematica rendendo attraente questa disciplina così spesso temuta. Da sempre si batte per una didattica innovativa da attuare nella scuola pubblica affinché l’accesso alla cultura sia davvero un diritto garantito a tutte e tutti.
La sua passione per i numeri risale a quand’era bambina. Per lei laurearsi in Matematica all’Università di Milano è stata la prima tappa di un riscatto sociale e un modo per affermare le pari opportunità tra uomini e donne. La battaglia non è ancora vinta. Ma nel 2014 per la prima volta una donna, l’iraniana Maryam Mirzakhani, ha vinto la Medaglia Fields, il massimo riconoscimento per un matematico. Lorella Carimali lavora affinché non resti un’eccezione. La matematica – dice – non è solo calcolo: è soprattutto fantasia a caccia di soluzioni, libertà del pensiero, un modo per affrontare la vita con il ragionamento e la creatività.
 
QUESTIONI DI PROBABILITA'
Un secchio appeso al soffitto contiene mezzo miliardo di coriandoli rossi e uno bianco. All’improvviso qualcuno rovescia il secchio e viene giù una nevicata di coriandoli rossi. La probabilità che riusciate ad afferrare al volo l’unico coriandolo bianco equivale a quella di vincere al superenalotto. Una probabilità così piccola che non riusciamo a stimarla: per questo ogni settimana sembra alla nostra portata. Statistica e calcolo delle probabilità sono campi della matematica contro-intuitivi. A cominciare dal banale “Gratta e vinci”. In più, il biscazziere, si prende subito la sua parte, in modo da non perdere mai. Così i giochi gestiti dallo stato sono diventati un’auto-tassazione su base volontaria che rende miliardi alle Finanze e impoverisce milioni di persone. Nei casi più gravi, il gioco d’azzardo diventa come una droga e causa ludopatia. Che il sistema sanitario deve curare, spendendo buona parte del denaro sottratto con la gestione del gioco.
 

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