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Piero Bianucci
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Ferrarotti
22.02.2018

I simboli e la mente

 

Torino, Teatro Colosseo, ore 17,45,
per GiovedìScienza

Francesco d'Errico,
Direttore di ricerca del Centre National de la Recerche Scientifique, Università di Bordeaux
I SIMBOLI E LA MENTE
Gli ultimi 80.000 anni della nostra storia culturale
in collaborazione con l'Ambasciata di Francia – Institut Français Italia

I simboli ci circondano, ci fanno sognare, animano le nostre aspirazioni e ci permettono d’interpretare la realtà. Tutte le popolazioni che conosciamo sono sottomesse al diktat dei simboli: è sempre stato cosi? A quanto risalgono le più antiche tracce archeologiche del pensiero simbolico, in che cosa consistono, e che cosa ci dicono sui meccanismi che hanno spinto i primi produttori di simboli a prendere la strada ricca ma difficile e costosa, che ci ha portati alla complessità simbolica delle società attuali? La capacità di produrre simboli é la conseguenza diretta dell'origine della nostra specie in Africa o il risultato di un processo più lungo, che ha visto come attori altri membri, estinti, del nostro genere? Anche se recenti scoperte ci spingono a pensare che le più antiche società con culture simboliche simili alle attuali si siano sviluppate in Africa almeno 80 000 anni fa, antecedenti in Africa e Eurasia e manifestazioni simili a quelle africane, ma identificate in popolazioni anatomicamente non moderne in Eurasia, dimostrano la non linearità del processo che ci ha resi simbolici.
Francesco d'Errico è direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) a Bordeaux e professore al Centre for Early Sapiens Behaviour dell’Università di Bergen. Il suo nome è legato alla scoperta dei più antichi strumenti in osso, ornamenti e incisioni astratte in Africa e Asia, che ha rimesso in questione l’ipotesi di un’origine europea delle culture moderne. Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, è responsabile di progetti internazionali. Ha ricevuto nel 2014 la medaglia d'argento del CNRS e il premio Frassetto per l'Antropologia dell'Accademia Nazionale dei Lincei. È tra i ricercatori più citati in scienze sociali negli ultimi quattro anni ed è il ricercatore italiano più citato in scienze umane.
 
 

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