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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
25.01.2018

Animali che ci curano

 

Torino, aula magna del Politecnico,
ore 17,30

GIOVEDISCIENZA

Con la loro compagnia, l'affetto e altre arti sottili gli animali possono aiutarci nel disagio e nella malattia. Parleranno di "pet therapy" la pediatra Teresa Bevivino e il veterinario Paolo Guiso.

Le pet therapy vengono distinte in:

- Terapie Assistite con gli Animali (TAA). Si tratta di interventi individualizzati sul paziente, utilizzati a supporto delle terapie tradizionali (e, pertanto, definite co-terapie), per la cura della patologia di cui egli è affetto e sono praticati mediante animali appositamente educati. Si caratterizzano per la necessità della prescrizione da parte del medico e/o dello psicologo, in quanto sono progettate sulla base delle indicazioni sanitarie e psico-relazionali del paziente con l’obiettivo di ridurre/contenere i diversi disturbi della sfera fisica, motoria, psichica, cognitiva o emotiva, obiettivi che sono misurati attraverso la previsione precisi standard ed indicatori di efficacia.

- Attività Assistite con Animali (AAA). Sono interventi di tipo educativo-ricreativo e di supporto psico-relazionale, finalizzati al miglioramento della qualità di vita di varie categorie di utenti (bambini, soggetti portatori di handicap, pazienti ospedalizzati, pazienti psichiatrici, anziani, detenuti) e realizzati mediante animali in possesso di adeguate caratteristiche.

- Educazione Assistita con Animali (EAA): realizzano interventi di tipo educativo o rieducativo rivolto sia a soggetti sani che diversamente abili e a persone affette da disturbi del comportamento. Hanno l’obiettivo di migliorare il livello di ben-essere psico-fisico e sociale e la qualità di vita della persona e a rinforzare l’autostima del soggetto coinvolto. La mediazione degli animali domestici è utilizzata anche nei percorsi di rieducazione comportamentale.

Tra le Terapie Assistite, si sono ottenuti risultati particolarmente interessanti e promettenti nell’ambito della riabilitazione neuromotoria, ove di realizzano interventi con il supporto di cani appositamente addestrati.

Nei migliori lavori in materia agli esercizi riabilitativi classici si affiancano quelli eseguiti in collaborazione con gli animali.

In particolare, si concretizzano un insieme di tecniche curative e di appoggio psicologico in cui il cane svolge un ruolo di co-terapeuta aiutando il paziente e il terapista nel percorso di cura e di riabilitazione.

Gli studi volti a stabilire i meccanismi su cui si basa la riabilitazione neuromotoria assistita da animali indicano che questa avviene attraverso diverse modalità d’azione, che spesso si potenziano tra loro, coinvolgendo principalmente la sfera affettivo-emotiva e quella biologica.

In primo luogo, il contatto fisico con gli animali innesca, attraverso meccanismi biologici, una serie di reazioni che, attivando neurotrasmettitori specifici, rallentano la funzione del sistema colinergico, riducono la sintesi di ormoni corticosteroidei e la liberazione di adrenalina. Queste modificazioni determinano riduzione della pressione arteriosa, rallentamento del ritmo cardiaco e diminuzione della frequenza respiratoria oltre ad una maggiore resistenza dell’organismo alle infezioni.

D’altra parte le basi biologiche dei meccanismi d’azione descritte non possono essere disgiunte dai meccanismi emozionali: quanto più forte è il legame emozionale della coppia animale paziente, tanto più evidenti saranno i risultati positivi ottenuti.

In secondo luogo, il contatto fisico con l’animale è in grado di fornire gratificazioni attraverso sensazioni tattili, (calore e morbidezza) e di realizzare una forma di comunicazione diretta e immediata che favorisce una corretta postura e movimenti coordinati.

 

Si pensi agli stimoli derivanti dall’interazione tra un cane e un paziente con disabilità:

- sul piano fisico–motorio, spazzolare, lanciare la pallina, fare esercizi con oggetti, seguire percorsi ecc. sono attività che richiedono un evidente impegno;

- sul piano psicologico, poiché l’animale, si pone nei confronti dell’essere umano con molta naturalezza e senza atteggiamenti giudicanti, sono favorite reazioni positive di accettazione del percorso riabilitativo, che non si presenta così pesante, faticoso e noioso come quello tradizionalmente effettato solo con un fisioterapista (..a 2 zampe).

- sul piano emotivo–relazionale un ruolo importante viene svolto dal meccanismo ludico. Il gioco con l’animale, infatti, oltre che aumentare il buonumore, predispone alla socializzazione, rinforza l’attività fisica, aumenta i meccanismi di difesa organici e di conseguenza potenzia le probabilità di guarigione creando un canale di comunicazione privilegiato, spontaneo e naturale, senza imposizioni né regole.

 

Gli stimoli descritti hanno un effetto domino nei confronti degli care giver dei pazienti, dei loro familiari oltre che degli operatori coinvolti negli interventi.

Questi ultimi, in estrema sintesi, costituiscono un’Equipe, che è costituita professionisti sanitari (Fisiatri, Psicologi, Fisioterapisti, Veterinari) e operatori formati per la conduzione degli animali.

Al mondo degli animali coinvolti negli Interventi Assistiti si affianca quello non meno affascinante dei così detti "animali sociali" in cui il cane riveste il ruolo più importante.

Questi animali, nel loro insieme, sono definiti “Assistance Dogs”, in altre parole cani da assistenza, che sono educati per apprendere comportamenti e metodologie di approccio specifici e dettagliati a seconda delle diverse menomazioni che caratterizzano gli umani cui saranno destinati.

In questa categoria, infatti, oltre ai già citati cani da terapia, sono inseriti quelli affiancati alle persone non vedenti e non udenti, quelli per disabili motori, quelli da allerta medica e da diagnosi olfattiva.

I cani guida per non vedenti, che sono i più noti, assistono e accompagnano persone affette da cecità e quelle ipovedenti nei diversi momenti della loro giornata. Imparano a procedere diritto, a distinguere la destra dalla sinistra a segnalare o aggirare ostacoli di

ogni tipo, per terra, di lato, ad altezza d’uomo. Il riconoscimento di passaggi pedonali, scale, porte, biglietterie, posti a sedere liberi e mezzi pubblici rientrano nella loro preparazione di base.

I cani da assistenza per persone con difficoltà di udito sono in grado di avvertire i loro proprietari della presenza di suoni che lui non riesce a sentire: campanelli, rilevatori di fumo, telefoni o delle sveglie. Inoltre, sono estremamente utili per strada, segnalando i suoni di pericolo, sirene, carrelli elevatori con segnalatori acustici e di persone che chiamano.

Il cane per disabili motori compensa totalmente o in parte le funzioni perse da persone con problemi motori rendendole indipendenti dall’aiuto esterno. Apre e chiude porte e cassetti, aiuta la persona a svestirsi, raccoglie da terra gli oggetti caduti, le porta il telefono, preme l’interruttore della luce, svuota la lavatrice, abbaia in caso di emergenza, ecc..

I cani da allerta medica sono invece quelli in grado di aiutare le persone con malattie o condizioni di salute che possono metterle in pericolo di vita in quanto possono identificare i cambiamenti di odore associati con eventi patologici potenzialmente letali. Segnalano le variazioni glicemiche nei diabetici, l’approssimarsi di un episodio di narcolessia, la presenza di un determinato allergene nell’ambiente.

Altri cani sono preparati per assistere persone con problemi psichiatrici in modo da ridurre al massimo gli effetti della loro patologia. Sono in grado di fornire informazioni sull'ambiente circostante (nei casi di paranoia o allucinazione) o di allontanare da situazioni potenzialmente stressanti. Segnalano atteggiamenti ripetitivi, dannosi o pericolosi, ricordano di assumere farmaci o recuperare oggetti.

Infine, recenti lavori svolti in Italia e all’estero hanno messo in evidenza la capacità del cane nell’identificare sostanze prodotte dalle cellule tumorali di esseri umani e presenti particolarmente nel sudore e nelle urine. Si tratta dei cani da diagnosi olfattiva che attraverso la loro eccezionale capacità di selezionare e rilevare gli odori sono in grado di segnalare precocemente la presenza di cellule cancerogene.

Questo breve viaggio nel mondo della Pet therapy non può non affascinare gli scienziati più curiosi ed eclettici: grazie a loro l’interazione uomo-animale che vede la luce nella notte dei tempi potrà essere riconosciuta come metodica con carattere scientifico a supporto di cura e assistenza.

                                                                         Paolo Guiso

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