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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
16.01.2018

Imparare per il futuro

 

Politecnico di Torino, aula magna,
ore 15

Sesto incontro del ciclo "Costruire il Futuro". Intervengono Piero Angela, che parlerà su scienza e pseudoscienza, e l'economista Piero Cipollone.

Nato nel 1962, Piero Cipollone è sposato e ha due figli.

Dopo la laurea in Economia all’Università di Roma “La Sapienza”, consegue un Master of Arts in Economics all’Università di Stanford. Nel 2001 è Visiting scholar all’Università della California, Berkeley.

Nel 1993 è assunto in  Banca d’Italia e assegnato al Servizio Studi,  dove  lavora per 15 anni.  Economista nell’ufficio Bilancia dei Pagamenti,  nel 2004 assume la direzione dell’ufficio Mercato del Lavoro. Nel 2007 è nominato Commissario Straordinario, poi Presidente dell’Istituto di ricerca INVALSI, carica che lascia nel 2011. Dal 2010 all’ottobre 2014 è Direttore Esecutivo alla Banca Mondiale in rappresentanza dell’Italia, dell’ Albania, della Grecia, di Malta, del Portogallo, di San Marino e di Timor-Leste, e ricopre, tra l’altro, la carica di Chairman dell’Audit Committee.

Rientrato in Banca, dal novembre 2014 è Capo del Servizio Pianificazione e controllo.

Autore e co-autore di molti articoli e papers in materia di commercio internazionale, economia del lavoro ed economia dell’istruzione  pubblicati in numerosi giornali accademici, tra cui l’American Economic Review e il Journal of the European Economic Association, ha insegnato economia all’Università Luiss di Roma e all’ Università dell’Aquila.

Dal 1° gennaio 2017 presso la Banca d'Italia è Vice Capo del Dipartimento Bilancio e controllo, divenuto nel settembre 2017 Dipartimento Circolazione monetaria e bilancio.

 

COSTRUIRE IL FUTURO: NON SOLO LAUREE…
Formazione permanente e metodo scientifico per le sfide di domani
Investire in istruzione conviene anche dal punto di vista della buona salute psichica. La depressione è strettamente correlata con il livello degli studi. Lo dice una ricerca europea svolta nella fascia di età tra i 24 e i 65 anni. Sul totale della popolazione (occupati, disoccupati, inattivi) soffre di depressione il 12 per cento di coloro che hanno solo l’istruzione dell’obbligo, la percentuale scende all’8,3 per cento per chi ha una istruzione superiore e al 6 per cento tra i laureati. Semplificando brutalmente, potremmo dire che la cultura aiuta il buon umore. E’ ovvio, poi, che una differenza fondamentale la fa l’avere o non avere un lavoro, tanto meglio se gratificante.
Ma di quale cultura abbiamo bisogno? Come cambierà il panorama economico nei prossimi anni? Che cosa chiedono le imprese ai giovani laureati?
Per il programma nato da un’idea di Piero Angela “Costruire il futuro” martedì 16 gennaio risponderà a queste domande Piero Cipollone, 55 anni, già presidente dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo (INVALSI), autore per il Mulino del saggio “Il capitale umano”, una carriera in Italia e all’estero, economista con Master all’Università di Stanford, da un anno al vertice del Dipartimento circolazione monetaria della Banca d’Italia.
Nella società della conoscenza il capitale umano è il più importante, e poiché le conoscenze crescono a ritmo esponenziale imponendo una formazione permanente, la dote primaria richiesta alle prossime generazioni della classe dirigente è la capacità di acquisire i nuovi dati, avere antenne sensibili al cambiamento ed essere flessibili sia nel cavalcare lo sviluppo sia nella capacità di guidarlo in modo creativo.
Per disegnare questo profilo e individuare le competenze di cui le imprese avranno bisogno, Piero Cipollone partirà dal panorama economico mondiale e la prima notizia (buona o cattiva?) è che per cavalcare l’onda del futuro non basta essere bravi economisti.
Le tendenze del passato non sono in grado da sole di dirci in quale direzione andrà il mondo. Fattori come la demografia, la distanza crescente tra ricchi e poveri, migrazioni, conflitti di vario tipo (territoriali, politici, economici, ideologici, religiosi) interagiscono in modo complesso. Quello che si può prevedere è che nel corso del secolo la crescita economica globale diventerà sempre più lenta sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, finché, intorno al 2100 si stabilizzerà praticamente sullo zero. Questo rallentamento dovrà essere governato. Ma come?
Abbiamo davanti a noi un futuro con più giovani africani e più vecchi asiatici, un mondo sempre più urbanizzato, una Cina prima potenza economica, un miliardo di potenziali nuovi lavoratori e altrettanti posti di lavoro minacciati dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. La sfida si giocherà nello scenario di un ambiente da proteggere arginando il cambiamento climatico entro un aumento della temperatura planetaria non superiore a 2 gradi, impresa difficilissima. Strumenti per gestire questa complessità possono venire dalla conoscenza della storia, dalla geopolitica e dalla tecnologia, specie quella che riuscirà ad affrontare la questione energetica in modo sostenibile.
Ai temi dell’economia e della formazione di fascia alta toccati da Piero Cipollone, si affiancherà Piero Angela recuperando l’intervento sulla pseudoscienza che non ha potuto tenere in dicembre, quando era previsto accanto all’intervento di Silvio Garattini.
Gli argomenti di Cipollone e di Angela sono tra loro più vicini di quanto possa sembrare. Il metodo scientifico – di cui Piero Angela parlerà per contrasto con il modo di procedere della pseudoscienza – rimane lo strumento più universale di cui l’uomo disponga per governare i problemi di oggi e di domani. In un mondo sempre più complesso e mutevole, la razionalità rimane l’unica bussola. Con le sue verifiche sperimentali che prevalgono sulle opinioni, ma anche con il dubbio, l’opposizione a ogni forma di fondamentalismo e la capacità di imparare dagli errori.
 

        

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