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Appuntamenti

 

 

 

 

Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
15.09.2017

Effetto baby: demografia del mondo

 

Alba, Fondazione Ferrero, ore 21
con Massimo Livi Bacci

Massimo Livi Bacci è tra i più eminenti demografi
italiani. Professore emerito dell’Università di Firenze, è
stato eletto senatore nelle file del partito democratico
e membro delle Commissioni affari esteri, emigrazione,
lavoro, previdenza sociale. Autore di centinaia di
pubblicazioni scientifiche, è noto al grande pubblico
per libri che hanno contribuito a divulgare la
demografia nel nostro paese. Tra questi, Popolazione e
alimentazione. Saggio sulla storia demografica europea,
La popolazione nella storia d’Europa, Storia minima
della popolazione del mondo, Il pianeta stretto, tutti
editi da il Mulino.
 IL TEMA DELL'INCONTRO
Guardate l’uscita dei ragazzi da una scuola media: state
vedendo l’Italia del 2100. Grazie all’allungamento della
vita media, nel 2100 questi ragazzi saranno ancora
quasi tutti in buona salute.
Quando l’Italia nel 1861 raggiunse l’unità politica
aveva 28 milioni di abitanti. Oggi siamo poco meno
di 61 milioni. Il nostro paese è il 23° del mondo per
popolazione e il terzo dell’Unione Europea dopo
Germania e Francia, il quarto se contiamo ancora il
Regno Unito. Ma abbiamo un indice di natalità tra i
più bassi del pianeta, con un numero di nascite per
donna di 1,34, mentre il livello di sostituzione ritenuto
ottimale sarebbe 2,1. Di questo passo gli italiani
sono destinati a estinguersi in un tempo breve
su scala storica.
Un altro aspetto importante per l’equilibrio
demografico, sociale ed economico di un paese è il
rapporto tra giovani e anziani. La nostra popolazione
è tra le più longeve del mondo: un dato senza dubbio
positivo, che tuttavia comporta problemi di ricambio
generazionale e di sostenibilità per il sistema sanitario
e pensionistico. Ora, dopo un periodo di crescita
zero tra il 1981 e il 2001, grazie all’immigrazione la
popolazione italiana ha ripreso la tendenza alla crescita,
la natalità dà segni di risveglio e il rapporto tra giovani
e anziani potrebbe riequilibrarsi.
Sarà davvero così?

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