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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
08.11.2016

Creativi si diventa

 

Lodi, Auditorium della Banca Popolare
di Lodi, ore 11

Incontro con studenti liceali organizzato da Zanichelli Editore

 

Sapreste formare quattro triangoli con tre matite? Sembra impossibile. E lo è se – come succede di solito – proviamo a disporre le matite su un tavolo. Ma i quattro triangoli saltano fuori se si dispongono le matite in tre dimensioni per formare un tetraedro, cioè una piramide a base triangolare.
Questo è un esempio classico del “pensiero laterale” studiato e teorizzato da Edward De Bono, psicologo della creatività nato a Malta nel 1933, autore di 67 libri tradotti in 38 lingue e collaboratore di grandi aziende e governi di una cinquantina di paesi.
Una iniezione di “pensiero laterale” farebbe bene alla scuola, alla ricerca scientifica e all’innovazione industriale del nostro paese. Perché, almeno in questi settori, l’Italia non è affatto popolata da geni della creatività come si cerca di far credere. Secondo l’Annuario 2014 “Scienza e Società” di Observa Science in Society in Europa siamo al quindicesimo posto della graduatoria dei paesi più innovativi, nettamente sotto la media europea. Ci precedono Slovenia, Cipro ed Estonia. Ma la creatività non è solo un dono. In parte la si può imparare, in parte coltivare creando ambienti adeguati, e vedremo come.
Partiremo però dai più recenti dati disponibili sulla scelta dei corsi universitari scientifici a confronto con quelli umanistici e dalla rapidità di occupazione lavorativa mediamente assicurata dai vari corsi. Alcuni dati riguarderanno la retribuzione media di chi ha una laurea rispetto a chi ha solo un titolo di scuola media superiore: questi dati smentiscono chi sostiene che la laurea non agevola l’occupabilità e non influisce sul livello retributivo se non marginalmente.
Passando al tema centrale, vedremo come si è cercato di definire e di misurare l’intelligenza (QI) e come i test adottati per valutarla siano discutibili e controversi. A maggior ragione è difficile definire e valutare la creatività.
Dopo qualche cenno alla creatività artistica, ci concentreremo sulla creatività scientifica. Vedremo che esistono diversi livelli di creatività: uno più modesto, basato sul meccanismo prova ed errore; uno più elevato basato sulla capacità fare analogie e istituire rapporti tra campi diversi della conoscenza; e uno particolarmente nobile e raro che consiste nella capacità di rovesciare completamente il punto di vista sul problema ricorrendo al pensiero laterale e, in casi limite, al pensiero divergente.
Vedremo anche come questa forma di pensiero sia strettamente imparentata con il senso dell’umorismo: in entrambi i casi avviene una improvvisa e spontanea ristrutturazione del punto di vista. Per ottenere questo risultato è essenziale abbassare il proprio livello di inibizione, ed è ciò che si fa, per esempio, con il brain storming.
Vedremo in conclusione come il processo creativo più elevato sia guidato essenzialmente dalla curiosità, come i vincoli spesso si trasformino in stimoli creativi e infine come tutto questo processo sia all’origine di quel “piacere dell’intelligenza” che è sempre stato il motore del progresso umano.
 

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