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Appuntamenti

 

 

 

 

Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
27.11.2015

L'agricoltura dopo Expo

 

Torino, via Verdi, aula magna Cavallerizza,
26-27 novembre
 
XIII Convegno AISSA
NUTRIRE IL PIANETA CON L’AGRICOLTURA
IL PUNTO DI VISTA DEI RICERCATORI


Il 2015 sarà ricordato come l’anno di EXPO, un evento internazionale che ha posto l’Italia al centro dell’attenzione per quanto riguarda il cibo, rafforzando la sua immagine di Paese delle eccellenze alimentari, capitale mondiale dei prodotti a denominazione di origine  e della cultura alimentare. L’EXPO è anche stata una grande vetrina delle tradizioni alimentari di tutto il mondo, un’occasione unica per capire, attraverso il cibo, la cultura dei diversi Paesi e di ragionare sui valori che stanno alla base della convivenza dei popoli. I dibattiti e conferenze del calendario di EXPO hanno abbracciato temi importanti, ma particolare attenzione è stata data a valutare la sostenibilità delle produzione agricole e alimentari, a sottolineare l’importanza della conservazione della biodiversità, la necessità di salvaguardare l’ambiente e i beni fondamentali, come l’acqua, l’aria e il suolo. Anche l’innovazione tecnologica ha avuto modo di dimostrare la sua fondamentale importanza nel consentire una lettura dei fenomeni, una migliore gestione delle emergenze, una tracciabilità efficace delle produzioni ed un monitoraggio dei fattori di produzione.
I ricercatori del mondo agrario e ambientale, che si dedicano allo studio dell’ambiente di produzione, dei fattori produttivi, delle tecnologie di produzione e trasformazione, hanno potuto ascoltare il punto di vista di grandi leader di pensiero sulla evoluzione della produzione agricola, la gestione dell’ambiente, la produzione di alimenti. L’impressione avuta è di una certa parzialità dei giudizi, intesa come considerazione solo parziale della complessa realtà che caratterizza i sistemi produttivi oggetto del loro studio, ed hanno tratto spunti di riflessione che vorrebbero dibattere nel loro convegno annuale, per lasciare idee a chi dovrà progettare, nell’immediato futuro, la ricerca e la formazione nel settore agricolo.
 
              Vincenzo Gerbi, Presidente AISSA
 
PROGRAMMA
 
I giorno - 26 novembre
  9.00 –   9:45 Iscrizione al Convegno e affissione Poster, caffè di benvenuto
  9.45 – 10.00  Apertura dei lavori
10.00 – 10.30 C. Sorlini -  Post-EXPO: Bilancio e prospettive per la ricerca
10.30 – 11.00  P. Steduto (FAO) - Nutrire il pianeta: riflessioni su possibili orientamenti della ricerca scientifica del prossimo futuro
I sessione di lavoro – Presiedono: Domenico Regazzi,  Roberto Pinton
11.00 – 11.30             SIDEA-SIEA-CESET-AIEAA – M. Sassi – Crisi alimentare e sicurezza alimentare
11.30 – 12.00             SIRFI – A. Ferrero, G. Zanin, F. Vidotto Le soluzioni agronomiche nella gestione delle malerbe, nel quadro della direttiva sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
12.00 – 12.30             SIA-AIAM – A. Reyneri, F. Spanna  Le soluzioni agronomiche nell'applicazione delle direttiva sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e per la produzione integrata
12.30 – 13.00             SICA-SIGA – G. Pietramellara, R. Tuberosa Utilizzazione di tecniche omiche per migliorare l'efficienza di utilizzo dei nutrienti in agricoltura
II sessione di lavoro – Presiedono: Piermaria Corona, Fabio Terribile
14.00 – 14.30             SISEF  E. Paoletti, P. Corona, A. Cutini, U. Chiavetta Alimenti e foreste: un imperativo di attualità
14.30 – 15.00             SIPE-SISSC. Ballabio  Monitoraggio del suolo a scala europea: gestione e protezione di una risorsa fondamentale per la sicurezza alimentare e per uno sviluppo sostenibile
15.00 – 15.30 AIPP-SEI(sEa)-SIPAV  M.L. Gullino, A. Alma  Emergenze fitosanitarie: attualità e prospettive
15.30 – 16.00             AIIA  P. Balsari, D. Monarca Le sfide del 2050: il ruolo dell'ingegneria agraria
 
II giorno - 27 novembre
III sessione di lavoro – Presiedono: Maria Fiorenza Caboni, Leonardo Casini
9.00 – 9.30      SIMTREA-SISTAL – L.S. Cocolin, G.Zeppa Il contributo della microbiologia e delle tecnologie alimentari allo sviluppo di alimenti funzionali
9.30 – 10.00    SOI – P. Sambo, L. Sebastiani La ricerca in ortofrutticoltura per la sostenibilità
10.00 – 10.30  ASPA – G. Pulina, B. Stefanon, A. Sevi, L.Calamari, N. Lacetera, V. Dell’Orto, F. Pilla, P. Ajmone Marsan, M. Mele, F. Rossi, G. Bertoni, G. M. Crovetto, B. Ronchi  Sistemi zootecnici sostenibili per nutrire il pianeta
10.30 – 11.00             Pausa caffè
11.00 – 11.50 Presiedono: Marco Gobbetti, Francesco Marangon - Premiazione Tesi di Dottorato e Poster

 


11.50 – 13.15 Tavola Rotonda: Trasferimento tecnologico e comunicazione della scienza: una sfida ancora aperta.  Moderatore: Piero Bianucci, giornalista scientifico, La Stampa; con

  • Vincenzo Gerbi, Presidente AISSA
  • Antonio Bagnulo, coordinatore assistenza tecnica Coldiretti Asti
  • Ercole Zuccaro, Direttore Confagricoltura provincia di Torino
  • Maurizio Poma, responsabile progetto Food Mood, CCIA Torino
  • Maria Grazia Pellerino, Assessore ai servizi educativi, Città di Torino
 
 
 
"L'EXPO ci ha spiegato che si sfamerà il mondo con l'agricoltura di prossimità, senza gli OGM, promuovendo il sapere del contadino, ma è proprio vero? Che importanza ha l'innovazione? E' sostenibile?
“L’Europa ci vuole imporre di fare il formaggio senza latte”. Così la notizia data da radio e televisioni generando in chi ascolta uno scandalizzato stupore. Seguono le rituali interviste volte a sottolineare quanto siamo bravi e buoni noi e diabolica la comunità europea nell’imporci cibo spazzatura. Quello che stupisce è la totale assenza di approfondimento, la banalizzazione di ogni informazione, la parzialità dei pareri che vengono proposti al pubblico, che non può e non potrà farsi un’idea sua, salvo che non abbia conoscenze nel settore, allora sorride amaramente pensando a come si può formare la famosa “opinione pubblica”.
Il latte in polvere è un ingrediente alimentare prezioso, che grazie alla sottrazione di quasi tutta l’acqua contenuta, possiede una lunghissima conservazione che ne consente  la commercializzazione in luoghi lontani o privi di tecnologie di conservazione. Per fare un latte in polvere occorre una materia prima (latte) perfetta dal punto di vista microbiologico e chimico, pena la mancata possibilità di riscioglierlo in acqua rigenerando il latte liquido. Si pensi al latte in polvere per la prima infanzia o quello utilizzato nelle preparazioni dolciarie.  Per i formaggi a DOP (grana, parmigiano, gorgonzola, ecc.) che sono il vanto dell'italian food non si può usare il latte in polvere, non solo perché la legge non lo consente, ma anche perché il formaggio non verrebbe come lo conosciamo: il latte deve essere fresco e dotato della sua microflora più o meno selezionata.  Ma per altri formaggi di minori pretese molti caseifici italiani importano cagliate dall’estero, dove usare il latte in polvere è consentito.
Il consumatore va formato e informato affinché impari a scegliere e valorizzare le produzioni locali, non bombardato di notizie che ne fanno aumentare la sfiducia e la diffidenza.
La stessa sorte del latte in polvere è riservata all’olio di palma, diventato simbolo del cibo spazzatura. L’olio di palma è un grasso vegetale, privo quindi di colesterolo, prevalentemente saturo, come i grassi animali. Dobbiamo pensare che non possiamo assumere solo grassi prevalentemente insaturi come gli oli di semi, perché avremmo bisogno di una grande dose di antiossidanti per impedire la loro degradazione radicali liberi, né possiamo impiegare per tutti gli usi l’olio di oliva, ben equilibrato e “giustamente” insaturo, perché è liquido a temperatura ambiente e in certe preparazioni questo è un problema. Ve lo immaginate un croissant fatto con l’olio di oliva? Trasuderebbe ungendo tutto ciò con cui viene a contatto. Allora usiamo il burro, che è solido a temperatura ambiente! Però ha il colesterolo. Ecco allora che il grasso di palma raffinato ci viene in soccorso: solido a temperatura ambiente, senza colesterolo.  Tecnologicamente è ottimo, cosa diversa è la sua sostenibilità, cioè la necessità che sia coltivato rispettando l’ambiente, condizione peraltro necessaria e da perseguire per tutte le attività agricole, dalle coltivazioni agli allevamenti. La coltivazione della palma da olio non è diversa da altre se eseguita senza deforestazioni selvagge o pratiche agronomiche scorrette.
E’ quindi indispensabile darci delle regole vincolanti che attengono il nostro comportamento etico e le nostre scelte alimentari, ma evitiamo di far pensare che l’olio di palma sia una sostanza nociva."
 
                                                                                                                    Vincenzo Gerbi
                                                                                           Ordinario di tecnologie alimentari
                                                                                                                 Università di Torino
 
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