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Piero Bianucci
I miei appuntamenti
Ferrarotti
26.11.2015

Ritorna GiovedìScienza: Anno XXX

 

Torino, Teatro Coloseo, via M. Cristina 75

Nel ricordo del carissimo Aldo Fasolo, con una "lecture" a lui dedicata, torna GiovedìScienza. E' la trentesima edizione.

Prima della conferenza, parleranno brevemente di Aldo i rappresentanti di tre generazioni di suoi allievi: il professor Paolo Peretto, il ricercatore Federico Luzzati e la dottoranda Sara Trova.

 

Giorgio Carnevale, Paleontologo che lavora presso il Dip. di Scienze della Terra dell’Università di Torino, ha dedicato un pesce fossile da lui descritto ad Aldo:
 Eoengraulis fasoloi 
Questo il paper scientifico: Giuseppe Marramà and Giorgio Carnevale, “An Eocene anchovy from Monte Bolca, Italy: The earliest known record for the family Engraulidae”. Geological Magazine, 2015
 Si tratta dell'engraulide (la famiglia delle acciughe) più antico.
 E’ un fossile importante poiché consente di osservare le caratteristiche scheletriche craniali ancestrali del gruppo più importante degli engraulidi, quello che comprende le acciughe a distribuzione cosmopolita e quelle a distribuzione atlantica (la specie ittica più intensamente pescata al mondo è proprio un’acciuga che appartiene a questo gruppo).
 

Teatro Colosseo
GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2015
Aldo Fasolo lecture
QUALE FUTURO PER GLI OCEANI
ROBERTO DANOVARO, Presidente Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
Università Politecnica delle Marche
 
L’azione dell’Uomo nell’epoca storica definita “Antropocene” sta determinando uno stravolgimento degli equilibri naturali del Pianeta. Pesca eccessiva, distruzione degli habitat, contaminazioni, discariche a mare, plastica, unitamente a nuove tipologie di sfruttamento di idrocarburi e materie prime mettono a dura prova la sopravvivenza di molte specie marine. Gli oceani sono una componente chiave per contrastare  l'aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ma a costo di una riduzione sensibile del pH e dell’ossigeno e di un aumento della temperatura media. Ciò ha pesanti conseguenze sulla biodiversità, sul funzionamento degli ecosistemi marini e sulla fornitura di beni e servizi per l'uomo. Questi cambiamenti favoriscono l’espansione di specie aliene, alterando alcune catene alimentari marine. Cambiamenti globali e inquinamento sembrano avere effetti moltiplicativi. Analizzeremo insieme la situazione attuale per formulare alcune ipotesi sulla biodiversità del futuro.
 
Roberto Danovaro
è professore ordinario di Biologia marina ed Ecologia all’Università Politecnica delle Marche. Laureato a Genova, consegue il dottorato a Pisa. Studia presso diversi laboratori europei, poi diventa ricercatore ad Ancona e ricopre incarichi da associato, ordinario, direttore di dipartimento e pro-Rettore alla ricerca pesso l’Università di Bari. Ha presieduto molte società scientifiche e ha partecipato a oltre 20 progetti europei, e a più di 40 spedizioni di ricerca. Si occupa di studi sulla biodiversità e sul funzionamento degli ecosistemi marini. Autore di molti articoli scientifici e di 3 libri, nel 2010 è stato insignito dalla Società Oceanografica Francese del premio Alberto II al miglior ricercatore. Ha anche ricevuto il Biology Prize BioMedCentral nel 2011 e l’ENI Award Protection of the Environment nel 2013. Attualmente è Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.
 

 
 
 

 

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